domenica 15 luglio 2012

Cafè de Lisboa

Foto di Paola. Grazie Paola.

martedì 3 luglio 2012

venerdì 1 giugno 2012

Sulla marginalità

Copertina di Pensieri Senza Tetto, giornale dell'asilo notturno "Torresino" di Padova.

venerdì 25 maggio 2012

Cielo azzurro e temporale

Ogni volta esco da quel posto con la testa piena di storie, di volti, di pensieri. Ogni volta qualcuno lascia qualcosa a cui pensare. Credo di sapere come gira il mondo, almeno a spanne, e immagino persone senza pelle. Vedo occhi stanchi, corpi consumati o sporchi o luridi o sfiniti. Fragilità. Persone fragili, a tratti malfidenti o rifiutanti. Un uomo di più di due metri d’altezza, con la barba lunga e i capelli lunghissimi grigi, si regge su stampelle nere, guarda in un modo che non posso fare altro che andarmene ed è come se stesse dicendo che gli manca una gamba ma ha le spalle e la forza di un gigante. Un uomo ha una malattia della pelle che né i dottori marocchini né quelli italiani né quelli francesi sanno definire. Ha delle grosse macchie sul viso, macchie che hanno completamente trasformato il suo viso dalla pelle scura. Un uomo con pochi capelli grigi parla di alcol e camionisti a bassa voce. Una donna grida che sta perdendo gli ultimi denti marci che le sono rimasti e a nessuno gliene sbatte una minchia. Un’altra si tira una coperta sulla testa e borbotta qualcosa sul fatto che è ora di spegnere la luce. Un’altra, che aspetta di entrare in doccia, esce in corridoio in boxer da uomo gridando che ha quel pancione perché ciuccia, non perché è grassa. E che, porca puttana, del pane non si nega a nessuno. Hanno tutte fame, nella sua stanza. Un ragazzo racconta con gli occhi che luccicano che tra un mese avrà una casa, ospite da un amico ecuadoriano che lo aiuta a cercarsi un lavoro. Un uomo calvo dice che tra qualche mese riceveremo tutti l’invito al suo matrimonio e ci sarà dello spumante per tutti. Un uomo sulla sessantina, con occhi di ghiaccio e atteggiamento compiacente, parla del carcere come fosse il luogo in cui tutti, prima o poi, passeremo, l’unica certezza. Una donna grande e dolce piange per il figlio di tre anni che non può vedere. Vorrebbe sfogarsi, ma non esce una parola. Un uomo racconta lentamente la sua storia, balbettando. Racconta dall’inizio e, con il passare degli anni della sua vita, aumentano anche i balbettii, fino a che è costretto a lunghe pause, gira lo sguardo e fa un grosso respiro. Una donna mi parla a una distanza che mi butta addosso, tutto in un momento, tutto il vino da cartone della giornata. Giusto, sbagliato, offensivo, inopportuno. Forse. Forse sono io inopportuna. Forse non saprei mai, non saprò mai.

sabato 19 maggio 2012

giovedì 17 maggio 2012

martedì 24 aprile 2012

se di solito mi ritrovo a voler poter dire quanto mi importa, oggi mi godo grosse nubi pesanti e un pò di verde vivo, chiaro, e mi sembra che le lumache vivano con poche preoccupazioni.
é l'alta velocità il fattore critico che rende socialmente distruttivo il trasporto. Ivan Illich, Elogio della bicicletta, pag. 20

domenica 11 marzo 2012